Čajka, uno spettacolo tratto da "Il Gabbiano" di Čechov
(debutto rinviato al 13 marzo)

E se in un appartamento da sgomberare una zia e sua nipote ritrovassero, in alcuni scatoloni pieni di vecchie cianfrusaglie, qualcosa di inestimabile? E se questo qualcosa desse il via ad un'avventura al di là dei confini noti del tempo e dello spazio? E se questa avventura fosse in grado di cambiare per sempre le prospettive esistenziali di qualcuno? E se tutto questo avvenisse tra risate, colpi di scena, emozioni e visioni d'altri tempi? Sarebbe uno spettacolo da non perdere.

L'Ile Flottante è fiera di presentare Čajka, tratto da "Il gabbiano" di Anton Pavlovic Cechov. Portato in scena nel 1898 da Kostantin Sergeevic Stanislavskij, Il Gabbiano è un testo assolutamente rivoluzionario: con il suo straordinario potenziale ha contribuito a cambiare per sempre la storia del teatro e dello spettacolo in generale.

"Čajka" in russo significa gabbiano, ma, al contrario dell'italiano, è una parola di genere femminile che rimanda fortemente ad una dei protagonisti della storia. In questo messa in scena l'allusione si amplia, infatti la trama, oltre a quella classica, comprende alcuni personaggi moderni alle prese con uno dei capolavori della letteratura di tutti i tempi che forse, dopo tutto, non è poi così lontano dal nostro presente e certamente non così pesante come gran parte della tradizione teatrale del ‘900 ci ha indotto a credere.

Infatti se Anton Pavlocic Cechov sapesse quanto è stato profondamente equivocato il senso delle sue opere teatrali, senz'altro rimarrebbe stupefatto: lui che voleva che il pubblico si immedesimasse con ironia in situazioni quotidiane in cui potesse specchiarsi per aggiustare – con una salutare risata - il tiro della propria esistenza, certo non avrebbe mai sospettato che i suoi lavori, con il tempo, diventassero sinonimi di "mattoni teatrali" inavvicinabili.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro San Timoteo (Via Apelle 1, Casalpalocco - Roma), il 13 e il 20 marzo alle ore 20.45.